Cover dell'album Annarella - Remastered 2020 di CCCP – Fedeli Alla Linea
#059 Album della settimana

Un disco ascoltato a fondo questa settimana

CCCP – Fedeli Alla Linea — Epica Etica Etnica Pathos

Foto dell'artista CCCP – Fedeli Alla Linea

CCCP – Fedeli Alla Linea

domenica 5 luglio 2026 · 4 min

L'album che ha chiuso i CCCP nel 1990, riascoltato nella rimasterizzazione del 2020. Un disco che non si lascia afferrare facilmente, e forse è proprio questo il punto.

Ho rimesso su questo disco per intero mercoledì sera, quasi per caso — cercavo “Annarella” in versione remastered 2020 e mi sono detto: se devo riaprire questa porta, la apro tutta. Epica Etica Etnica Pathos è l’ultimo album dei CCCP – Fedeli Alla Linea, uscito nel 1990, lo stesso anno in cui il gruppo si è sciolto — in contemporanea, non a caso, con la riunificazione tedesca. Come a dire: finisce il mondo che ci ha dato un nome, finiamo anche noi.

La rimasterizzazione del trentennale, pubblicata da Universal nel 2020, non stravolge nulla. Pulisce, semmai. Toglie un velo di polvere e lascia che si sentano meglio le crepe — che in questo disco sono il materiale strutturale, non i difetti.

L’apertura con “Madre” è un ingresso lento, quasi processionale. Ferretti non canta, dichiara. La voce è piantata in mezzo al mix come un palo, e intorno le chitarre di Zamboni fanno il minimo indispensabile — accordi aperti, riverbero lungo, nessuna fretta. L’acusticità del disco si sente subito: non è un album di chitarre elettriche urlate, è un disco dove gli strumenti respirano, dove c’è aria tra le note. A 149 BPM “Annarella” sulla carta cammina veloce, ma l’energia percepita è medio-bassa — il pezzo pesa, non corre. C’è una tensione trattenuta che non si risolve mai del tutto, e quella strumentalità alta — lunghi passaggi dove la voce sparisce e restano solo gli strumenti a girare su sé stessi — dà al brano un carattere quasi ipnotico.

“Annarella” è probabilmente il pezzo più conosciuto dei CCCP, e capisco perché finisca per fagocitare il resto. Ma sarebbe un errore fermarsi lì. Il disco ha un arco che funziona solo se lo attraversi per intero. “Curami” arriva dopo con un’urgenza diversa — più intima, più scoperta. Ferretti lì non declama, chiede. E la differenza si sente nel modo in cui la voce si appoggia alla melodia invece di starle sopra. Poi c’è “Campestre”, che cambia completamente registro: il tono si fa quasi bucolico, la musica si allarga, e per un momento sembra di essere in un altro disco — uno dove l’Emilia non è ideologia ma terra, odore, orizzonte piatto. Zamboni e Ferretti venivano entrambi dalla provincia di Reggio Emilia, e in certi passaggi di questo album si sente una nostalgia geografica prima ancora che sentimentale.

Quello che mi colpisce, riascoltandolo nel 2020 — anzi nel 2025, con il remaster nelle orecchie — è quanto il disco sia consapevole di essere una fine. Non c’è la rabbia dei primi lavori, non c’è l’ironia tagliente del punk filosovietico delle origini. C’è qualcosa di più stanco e più onesto. I CCCP erano nati nel 1982 a Berlino Ovest, dall’incontro tra Zamboni e Ferretti, e si sono definiti per anni come «musica melodica emiliana». In Epica Etica Etnica Pathos quella definizione smette di essere una provocazione e diventa una descrizione accurata. La melodia c’è davvero, ed è emiliana nel senso più concreto: piana, lunga, senza picchi drammatici.

“Poetica” chiude il cerchio con una solennità che non ha bisogno di volume. È un pezzo che si svuota progressivamente — gli strumenti escono uno alla volta, come persone che lasciano una stanza. Alla fine resta quasi solo la voce, e poi neanche quella.

È un disco imperfetto e lo sa. Non cerca di convincerti. Alcuni passaggi si allungano oltre il necessario, certe ripetizioni testuali funzionano dal vivo ma su disco perdono tensione. Però ha una coerenza interna che molti album più celebrati non hanno: sa cosa vuole dire, sa che è l’ultima volta che può dirlo, e non alza la voce per farlo. Per me è il disco dove i CCCP hanno smesso di essere un gesto e sono diventati musica. Che poi sia stato anche l’ultimo, ha un senso che non riesco a ignorare.

Scheda tecnica

Tempo
149
#anni 90#cccp – fedeli alla linea

Ricevi i post per email

Niente spam. Un post al giorno, se ti va.

Altro da leggere

Album della settimana CCCP – Fedeli Alla Linea — Annarella - Remastered 2020 — CCCP – Fedeli Alla Linea
Spotify