Cover dell'singolo Canzoni a sdraio (Live in Studio) di Daniele Silvestri
#032 Nuove uscite

Ogni venerdì, le uscite della settimana che mi interessano

Nuove uscite — 16 giugno

Foto dell'artista Daniele Silvestri

Daniele Silvestri

venerdì 12 giugno 2026 · 3 min

Daniele Silvestri registra dal vivo in studio e il risultato ha un peso specifico diverso. Il resto della settimana scorre via senza lasciare molto.

Settimana sottile, di quelle in cui ascolti tutto e ti rimane poco.

L’eccezione è Daniele Silvestri. “Canzoni a sdraio (Live in Studio)” è uscito il 12 giugno e il formato dice già qualcosa: live in studio, non live dal palco, non studio puro. È quella terra di mezzo dove senti la stanza — il respiro tra un pezzo e l’altro, le dita che si spostano sulle corde un attimo prima che parta la nota. Silvestri ha sempre avuto questa cosa: una scrittura che sulla carta sembra leggera, quasi svogliata, e poi quando la ascolti capisci che ogni parola pesa il doppio di quello che credevi. Il formato live in studio gli fa un favore enorme, perché toglie la produzione di mezzo e lascia il testo nudo. Ci sono momenti in cui la voce sta da sola con pochissimo sotto — quasi niente — e regge. Non tutti reggono così. Lui sì, perché non ha mai avuto bisogno di nascondersi dietro l’arrangiamento. È un disco che chiede un ascolto diverso: sdraio nel titolo, e in effetti il ritmo è quello. Non c’è fretta. I BPM restano bassi, le dinamiche si muovono piano, e quando un pezzo accelera lo senti nel corpo prima che nella testa. L’ho messo su lunedì mattina e ci sono tornato due volte nel pomeriggio, che per un disco intero di questi tempi non è poco.

Del resto — poco da dire, onestamente. CamelPhat con “So Good” featuring Kuuda, uscita su When Stars Align: il duo di Liverpool attivo dal 2006, quelli di “Cola” che nel 2017 arrivò al numero 3 della UK Dance Chart. Il pezzo fa il suo lavoro da club, la produzione è solida come sempre con loro, ma non mi ha fermato. L’ho ascoltato, l’ho lasciato andare.

Fred again.. con “DID IT AGAIN” — e qui il titolo sembra quasi una dichiarazione d’intenti, con quel riferimento inevitabile a Britney che pende nell’aria. Ma il pezzo in sé non mi ha convinto quanto il Fred again.. dei primi lavori. C’è quella sensazione di formula che inizia a ripetersi: i sample vocali trattati, la build emotiva, il drop che arriva dove te lo aspetti. Quando sai esattamente dove va un pezzo di un artista che dovrebbe sorprenderti, qualcosa si è inceppato.

Niall Horan ha pubblicato “Dinner Party” il 5 giugno su Capitol Records. Lo dico e passo oltre — non è musica per me, non sarei onesto a commentarla.

PlaqueBoyMax con “Thong Song” — nato nel 2003, streamer su Twitch prima che rapper, firmato con Field Trip Recordings. Il pezzo esiste. Non ho altro da aggiungere.

Questa settimana me la porto a casa con Silvestri e basta. A volte una cosa sola fatta bene è sufficiente.

#anni 2020#daniele silvestri

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