Vegas Jones
martedì 9 giugno 2026 · 2 min
Un brano che non si prende sul serio abbastanza da mentire.
«Ho imparato sti trucchi sui gradini della piazza» — Kuremino lo dice di passaggio, quasi fosse ovvio, e invece è lì che sta tutto il peso del pezzo. Bellaria, i gradini della piazza, il Pandino scannato col fumo dal cofano: MVP non costruisce nessuna mitologia. Prende la vita com’è — scombinata, borderline, divertente — e la mette sul microfono senza ornarla.
Vegas Jones, classe 1994, Cinisello Balsamo, ha sempre avuto questo tono: uno che racconta da dentro, non da sopra. Qui però la cosa funziona anche perché il brano è affollato nel modo giusto. Kuremino porta la strofa più solida — quel «non torno a come prima, fra’, c’ho post-traumatic stress» arriva dopo una serie di bravate e ci mette un freno improvviso, reale. Flaco G chiude con una spudoratezza quasi comica: le tipe, le bottiglie, la mamma in stanza — roba che in mano ad altri suonerebbe postura, qui suona come autobiografia senza filtro.
Produttivamente il brano tiene un passo comodo — 107 BPM, spazio tra un hit e l’altro — e quella valenza emotiva bassa che i dati segnalano si sente: non è un pezzo che vuole entusiasmarti, vuole tenerti lì ad ascoltare. Il beat non scala mai, non esplode. Rimane basso e lascia parlare le voci.
L’immagine che mi resta è quella della radio in macchina «che gratta, sembra una caffettiera con la raglia incastrata». È una cosa talmente specifica e inutile da citare che diventa perfetta. Non serve a niente nell’economia del testo, se non a dirti esattamente dove sei e con chi.
Scheda tecnica
- Tempo
- 107
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