Charlie Charles
martedì 2 giugno 2026 · 2 min
Un produttore che si mette davanti allo specchio e non riesce a guardare via.
«Saresti capace di piantare tutto e ricominciare la vita da capo?» È la prima cosa che senti, e già lì capisci che Charlie Charles non sta facendo un disco di rap — sta facendo i conti con se stesso ad alta voce.
Paolo Monachetti viene da Settimo Milanese, ha co-prodotto «Soldi» di Mahmood che ha vinto Sanremo 2019, ha costruito la carriera di Sfera Ebbasta dal basso. È uno che ha toccato il successo da più angolazioni possibili. E adesso, nel suo primo album da solista pubblicato con Island e Universal nell’ottobre 2025, la domanda che si pone è questa: dopo aver preso tutto, cosa rimane?
Il testo risponde senza sconti. «Questo vuole prendere tutto, arraffare tutto, non sa rinunciare a niente / Cambia strada ogni giorno perché ha paura di perdere quella giusta / E sta morendo / Come dissanguato.» Sta parlando di qualcuno? Sta parlando di sé? La risposta è nell’ambiguità voluta — terza persona che scivola in prima senza avvertire, uno specchio che non smette di riflettere.
Mi fermo sempre su «preferivo non dovere scegliere». Non è rimpianto generico: è la confessione precisa di chi ha costruito una carriera su mille collaborazioni, mille voci altrui, e adesso che deve stare solo davanti al microfono non sa più dove guardare. La produzione a 82 BPM pesa ogni pausa — c’è spazio tra ogni beat, e in quello spazio il disagio respira.
La chiusura è quella che mi rimane addosso: «Ti voglio solo dire che sono innocente / Ma un po’ di colpa ce l’ho anch’io / Che da solo non so scegliere niente.» Non si assolve. Non si condanna. Resta lì, nel mezzo — che è esattamente dove vive tutta la canzone.
Scheda tecnica
- Durata
- 3:43
- Tempo
- 82
- Album
- La bella confusione
Ricevi i post per email
Niente spam. Un post al giorno, se ti va.