LCD Soundsystem
lunedì 29 giugno 2026 · 2 min
Dieci minuti in cui Murphy costruisce il silenzio prima di distruggerlo — e la distanza tra le due metà del brano è tutta la sua poetica.
C’è un momento in questo pezzo in cui tutto cambia. Non gradualmente — di botto. Quasi quattro minuti di basso trattenuto, voce mezza sottovoce, percussioni che sembrano stare a malapena in piedi, e poi: il synth entra come un treno e non chiede scusa a nessuno. James Murphy lo ha descritto a The Sun come «due canzoni diverse» — ha detto che non voleva numerarle in parte uno e parte due perché sarebbe stato pretenzioso. E ha ragione, ma non del tutto: quella frattura è il punto. È la cosa più onesta dell’intero brano.
La prima metà è quasi scomoda da ascoltare. Non perché sia noiosa — perché è volutamente insufficiente. Murphy canta senza troppa convinzione, come se stesse aspettando qualcosa che non arriva ancora. È la sensazione di essere in ritardo a una festa che non hai voglia di raggiungere comunque. Poi il muro sonoro arriva, e capisci che stavi aspettando insieme a lui.
Apre This Is Happening, il disco del 2010 che Pitchfork ha messo al secondo posto nei migliori album dell’anno — e la scelta di metterlo in apertura dice tutto sull’intenzione: non cominciare piano per poi accelerare, ma costruire l’esplosione dentro al brano stesso. Gli LCD Soundsystem erano nati a New York nel 2001 attorno alla DFA Records di Murphy, e tutta la loro musica vive in quella tensione tra il dance-floor e il pensiero — tra il corpo che balla e la testa che non riesce a smettere di commentare.
Qui quella tensione dura quasi undici minuti. E quando finisce, hai voglia di ricominciare da capo — non per la seconda metà, ma per sentire di nuovo quanto pesa la prima.
Scheda tecnica
- Durata
- 9:48
- Tempo
- 98
- Produttori
- Gunnar Bjerk, Josh Harris, Duncan Mills
- Album
- Live at Madison Square Garden
- Anno
- 2011
- Etichetta
- Columbia
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