Daniela Pes
giovedì 4 giugno 2026 · 2 min
Una lingua inventata che affonda nel gallurese arcaico: Pes costruisce qualcosa che non si capisce razionalmente ma si sente nel petto.
Non sai cosa sta dicendo. E questo è esattamente il punto.
Daniela Pes canta in una lingua che ha costruito lei — qualcosa che affonda le radici nel gallurese arcaico, la varietà di sardo parlata a Tempio Pausania, dove è nata nel 1992 — ma che non corrisponde a nessun dizionario esistente. «Carme» è il primo estratto di SPIRA, uscito nell’aprile 2023 per Tanca Records, e ti mette subito davanti a questa scelta: o ti fidi della voce come strumento puro, o resti fuori.
Io mi sono fidato.
C’è un momento nel brano in cui la voce smette di ornare e diventa struttura portante — tutto il resto si abbassa, l’elettronica si ritira come una marea, e rimane quella linea vocale che non si risolve, che gira su sé stessa senza trovare approdo. È lì che il pezzo smette di essere musica da ascoltare e diventa qualcosa che respira insieme a te, o contro di te, non è chiaro.
L’acusticità alta convive con una produzione elettronica che non spinge mai, non esplode mai — a 130 BPM il brano dovrebbe muoversi, invece sta fermo, pesante, come aria prima di un temporale. Quella tensione tra ritmo scritto e ritmo percepito è la cosa più interessante tecnicamente, ma quello che rimane non è tecnica: è la sensazione di ascoltare qualcuno che parla una lingua che non esiste e capire comunque cosa vuol dire.
L’album ha vinto la Targa Tenco 2023. Non so se cambi qualcosa saperlo. Pes probabilmente non stava scrivendo per nessun premio — stava scrivendo per qualcosa che i premi non nominano.
Scheda tecnica
- Durata
- 5:14
- Tempo
- 130
- Produttori
- Bruno Germano, Iosonouncane
- Album
- SPIRA
- Anno
- 2023
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