Cover dell'singolo Agosto di Ntò
#090 Nuove uscite

Ogni venerdì, le uscite della settimana che mi interessano

Nuove uscite — 31 luglio

Foto dell'artista Ntò

Ntò

venerdì 31 luglio 2026 · 3 min

Ntò torna con un singolo che sa di cemento caldo e di chi resta. Shiloh Dynasty pubblica un album intero e io ne salvo un pezzo.

Settimana strana: poche uscite che mi hanno chiesto un secondo ascolto, e tra quelle due mi sono fermato.

Ntò è uno che non ha bisogno di presentazioni — o forse sì, perché c’è una generazione che conosce i Co’Sang solo di nome e non ha idea di cosa significasse sentire Antonio Riccardi rappare su Napoli quando Napoli nel rap italiano era ancora un posto da conquistare. «Agosto» esce il 31 luglio, il giorno prima del mese del titolo, e anche il suo compleanno cade il 25 di quel mese — non so se sia un caso, ma il pezzo ha quella temperatura lì, quella di chi è nato in un certo calore e ci è rimasto dentro. La produzione è scarna, quasi svuotata: pochi elementi, un beat che cammina lento, e la voce di Ntò che occupa tutto lo spazio disponibile senza mai alzare il volume. Non grida. Non ha bisogno di gridare. C’è un momento — verso la metà del pezzo — in cui il beat si ritira quasi del tutto e resta solo la voce, nuda, con sotto un basso che vibra appena. È lì che il brano respira davvero. Mi ha ricordato perché lo ascolto ancora dopo tutti questi anni: perché Ntò non riempie, lascia i vuoti dove servono. Dopo aver fondato il duo con Luchè negli anni ‘90 e aver attraversato tutto quello che ha attraversato la scena napoletana, questo è un uomo di quarantatré anni che parla come un uomo di quarantatré anni. Non cerca di sembrare giovane, non cerca di sembrare vecchio. Sta dove sta.

Shiloh Dynasty ha pubblicato un album intero — «Ghost Note» — più altri singoli nello stesso giorno, tra cui «if only i-» e «Soft Bruises» uscito il 29. Ho ascoltato tutto, o almeno ci ho provato. L’universo sonoro è quello che conosciamo: loop vocali frammentati, chitarra acustica trattata, quella grana lo-fi che ha alimentato migliaia di beat su YouTube e SoundCloud per anni. Di tutto il materiale, «Soft Bruises» è quello che mi ha tenuto. C’è una chitarra — poche note, ripetute — che suona come registrata in una stanza con le finestre aperte, con quel riverbero naturale che nessun plugin riproduce davvero. La voce entra già spezzata, già a metà di un pensiero, e non arriva mai a completarlo. È un frammento, e lo sa di essere un frammento. In due minuti dice quello che deve dire e se ne va. Il resto dell’album oscilla tra momenti simili senza mai raggiungere la stessa precisione — troppe tracce, troppo materiale pubblicato insieme, e l’effetto è di diluizione. «Soft Bruises» da solo avrebbe pesato di più.

Di Knfuzed con «Allergia» non ho trovato abbastanza contesto per scriverne onestamente — e quando non ho niente di concreto da dire, preferisco non dire niente.

Due pezzi questa settimana, due modi diversi di usare il silenzio. Ntò lo mette dentro il beat. Shiloh Dynasty lo mette intorno alla voce. In entrambi i casi è lo spazio vuoto che lavora — il suono è solo quello che rimane dopo che hai tolto tutto il resto.

#ntò

Ricevi i post per email

Niente spam. Un post al giorno, se ti va.

Altro da leggere

Nuove uscite Ntò — Agosto — Ntò