Cover dell'singolo Beaches In Tennessee di Cage The Elephant
#063 Nuove uscite

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Nuove uscite — 10 luglio

Foto dell'artista Cage The Elephant

Cage The Elephant

venerdì 10 luglio 2026 · 3 min

Moise Kean rappa come KMB su DistroKid e il risultato è più onesto di quanto ci si aspetti. Cage The Elephant tornano su Big Loud Rock, ma il contesto è troppo scarso per dirne molto.

Settimana magra, e non ho intenzione di fingere il contrario.

L’unica cosa che mi ha fermato è stata «Nato in questa shit» di KMB — che poi è Moise Kean, il calciatore, sotto pseudonimo. Lo so, il riflesso è alzare gli occhi al cielo. Calciatore che rappa, distribuzione via DistroKid, nessuna etichetta dietro: sulla carta ha tutto per essere un vanity project da dimenticare in tre ore. E invece il pezzo ha una densità che non mi aspettavo. La produzione è scarna — kick secco, un pad che gira sotto senza mai salire, pochissimi elementi. Non c’è la tentazione di riempire ogni spazio, e questo gli dà un peso specifico che molta trap italiana ben più blasonata non ha. Kean non ha una voce tecnica, non ha flow complessi, ma ha una cosa che non si compra: suona come uno che dice quello che pensa senza preoccuparsi di come suona. Il titolo dice già tutto — «Nato in questa shit» — e il pezzo non si allontana mai da quel registro: diretto, grezzo, senza decorazioni.

C’è un momento verso la metà del brano in cui la voce resta quasi sola, il beat si svuota e rimane solo il basso e la cadenza delle parole. È lì che il pezzo funziona davvero — quando non cerca di essere un brano rap ma diventa qualcosa di più vicino a uno sfogo registrato. Non sto dicendo che è un gran disco, sto dicendo che è onesto, e che l’onestà si sente.

Di Cage The Elephant e «Beaches In Tennessee» su Big Loud Rock non ho abbastanza per scrivere qualcosa di serio. Il contesto che ho è quasi nullo — niente dichiarazioni, niente dettagli sulla produzione, niente testo. Potrei riempire con generalità sulla band di Bowling Green, Kentucky, ma non è quello che faccio qui. Se ne riparla quando avrò qualcosa di concreto da dire.

Arlissa la salto del tutto. Non per mancanza di rispetto, ma perché non ho trovato nulla — né nel suono né nel contesto — che mi desse un appiglio vero.

A volte le settimane sono così: una cosa che ti sorprende dove non te lo aspettavi, e il resto che scivola via. «Nato in questa shit» non cambierà niente nel panorama del rap italiano, e probabilmente Kean tornerà a pensare più al pallone che al microfono. Ma quel pezzo, con quella produzione spoglia e quella voce che non cerca di impressionare nessuno — quello me lo sono ascoltato tre volte di fila, ed è più di quanto possa dire di molta roba uscita questa settimana.

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