Metro Boomin
giovedì 30 luglio 2026 · 2 min
La domanda che apre il pezzo non trova risposta — e forse è questo il punto.
«Why we greedy like wolves? / Adam, Eve with the fruit» — e poi subito: perché ci servono due posti in macchina se siamo in due? Perché nuove scarpe se abbiamo già due piedi? Metro Boomin costruisce un hook che suona come un mantra consumista e poi lo smonta dall’interno, parola per parola. Non è una predica. È una domanda retorica che rimane sospesa per tutta la canzone senza che nessuno si preoccupi davvero di risponderle.
Takeoff prende il gioco delle lettere dell’alfabeto — una struttura che ricorda le filastrocche, se le filastrocche finissero con Glock e Apple Pay — e lo porta fino in fondo con una precisione quasi meccanica: B come lettera dopo A, C come Chanel, D come destinazione, E come euforia, F come FN. È un esercizio di stile che funziona perché non si prende mai troppo sul serio, eppure dentro ci sono «commas, commas, it’s some digits» e «everyday, money get printed» — la logica del accumulo che gira a vuoto sopra la domanda che nessuno ha risposto.
A$AP Rocky chiude con il ritorno alle origini: «Corner store, marketplace / the corner store how it start». L’arte prima dei soldi, poi i soldi, poi il rischio di dimenticare da dove si viene. «Started out, we was only makin’ art» — due versi che pesano più del resto della strofa messi insieme.
Poi il beat di Metro torna, lento per i suoi standard — quasi immobile nonostante i 178 BPM segnati, perché ogni colpo di cassa ha tutto lo spazio del mondo intorno — e la domanda sui lupi e sulla frutta riprende da capo. Takeoff non c’è più. La domanda resta.
Scheda tecnica
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