Peachwalnut
domenica 12 luglio 2026 · 2 min
La voce di «Caramelle» è finita lì quasi per scherzo, dice Sick Luke. Poi è arrivato il disco d'oro. Marïna, in arte Peachwalnut, è uno di quei casi in cui il margine diventa centro.
C’è una voce nel ritornello di «Caramelle» — singolo della Dark Polo Gang pubblicato il 6 maggio 2017, terzo estratto dal primo album Twins — che non avrebbe dovuto esserci. Sick Luke, produttore del brano e fidanzato di Marïna, ha raccontato che la scelta nacque quasi per scherzo. Lei era lì, hanno provato, e quella voce è rimasta.
Non sempre le cose nate per scherzo reggono l’ascolto. Questa sì. Il ritornello di «Caramelle» funziona proprio perché Marïna non ci fa niente di tecnico: entra con una leggerezza che contrasta il registro anestetizzato della trap italiana di quegli anni, e quel contrasto è tutto. I beatmaker della Dark Polo Gang costruivano su distanze siderali tra le voci — piatte, distorte, volutamente senza calore — e quella melodia pulita nel mezzo fa un effetto preciso: suona come qualcosa che non appartiene al blocco, e per questo lo definisce meglio di qualsiasi hook più muscolare.
Il risultato lo conosciamo: «Caramelle» ha portato alla Dark Polo Gang il primo disco d’oro. Sick Luke lo attribuisce anche a quella scelta, a quella presenza vocale che nessuno aveva programmato.
Marïna su Instagram è @peachwalnut — 65mila follower, 77 post, una presenza misurata. Non ha costruito un percorso discografico autonomo che io possa raccontarvi con fatti in mano, e non ho intenzione di inventarlo. Quello che so è questo: è la voce di uno dei momenti più riusciti della trap italiana del 2017, ed è finita lì per caso.
A volte la cosa più onesta da dire di un artista è che il contesto in cui compare vale più di qualsiasi carriera costruita a tavolino. «Caramelle» è il posto giusto per cominciare — e probabilmente, per ora, il posto in cui Peachwalnut suona meglio.
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