Cover dell'singolo Do That Again di Malcolm Todd
#023 Nuove uscite

Ogni venerdì, le uscite della settimana che mi interessano

Nuove uscite — 9 giugno

Foto dell'artista Malcolm Todd

Malcolm Todd

venerdì 5 giugno 2026 · 3 min

Malcolm Todd torna su Columbia con un secondo album che tiene insieme tutto senza forzare nulla. Tormento e Rkomi si incontrano in un posto strano tra electro-pop e hip hop.

Settimana con poca roba che mi ha fatto alzare la testa dallo schermo, ma due cose sì.

Malcolm Todd ha pubblicato “Do That Again” su Columbia, il suo secondo album. L’ho ascoltato tre volte di fila — cosa che non mi capita spesso con un disco intero. Todd è un singer-songwriter che mescola generi in un modo che sulla carta suona come una pessima idea e in pratica funziona, perché non cerca mai di impressionarti con la fusione in sé. Non c’è un momento in cui pensi «ah, ecco, qui sta facendo il pezzo funk, qui quello folk». Le cose scivolano una nell’altra. C’è un passaggio — credo verso la metà del disco — in cui la produzione si svuota quasi del tutto: resta la voce, un arpeggio di chitarra acustica appena accennato, e un riverbero lungo che fa sembrare la stanza enorme. Poi rientra tutto, ma piano, senza il bisogno di darti la botta. Todd ha questa cosa di bollire le emozioni grandi fino a ridurle a qualcosa di piccolo e preciso — e quel piccolo ti resta addosso più del grande. Il disco ha dei momenti meno riusciti, alcune tracce nella seconda metà perdono direzione, ma quando funziona — e funziona spesso — è il tipo di musica che ti fa venire voglia di stare zitto e ascoltare.

L’altra cosa che mi ha incuriosito è “Fredda come l’inferno”, singolo di Tormento con Rkomi, uscito il 5 giugno. La combinazione è strana sulla carta: Tormento viene dall’hip hop italiano vecchia scuola, Rkomi da tutt’altro percorso. E il risultato non è hip hop — è stato descritto come electro-pop contemporaneo innestato su una tradizione hip hop, e in effetti è lì che sta. La produzione è sintetica, fredda nel senso letterale del titolo: i synth occupano tutto lo spazio medio-alto, lasciano sotto solo il kick e poco altro. Non c’è calore analogico, non c’è intenzione di dartelo. Rkomi ci sta dentro con una naturalezza che non gli avrei dato per scontata in questo contesto — la sua voce si appoggia sulla produzione senza cercare di scavalcarla. Non è il pezzo dell’anno, ma è un incontro che poteva andare malissimo e invece tiene. Mi chiedo se sia un singolo isolato o se ci sia un progetto più largo dietro, perché come esperimento singolo dice qualcosa, come direzione potrebbe dire molto di più.

Il rework di Ted Carfrae su “Dr. John” dei Bronski Beat, uscito per London Records, l’ho ascoltato per curiosità ma non mi ha lasciato granché — il tipo di remix che rispetta l’originale senza aggiungere un motivo per tornarci. La versione acustica di Kygo l’ho saltata dopo trenta secondi, non fa per me. Su Doxa non ho trovato abbastanza materiale per dire qualcosa di sensato, e preferisco stare zitto piuttosto che riempire.

#anni 2020#malcolm todd

Ricevi i post per email

Niente spam. Un post al giorno, se ti va.

Altro da leggere

Nuove uscite Malcolm Todd — Do That Again — Malcolm Todd