Cover dell'singolo Last Nite di The Strokes
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The Strokes — Last Nite

Foto dell'artista The Strokes

The Strokes

giovedì 28 maggio 2026 · 2 min

Una storia di rottura raccontata come se fosse già finita prima di cominciare.

C’è qualcosa di strano nella struttura emotiva di questo testo: Julian Casablancas racconta una separazione, ma la racconta già dall’altra parte. «Oh baby going to be alright, it was a great big lie» — non è rabbia, non è dolore fresco. È il tono di chi ha già sistemato la cosa nella testa e adesso la vede da lontano, quasi annoiato di doverla spiegare.

Quello che mi ha sempre colpito è il refrain del non capire. «People they don’t understand / Your girlfriends they don’t understand / In spaceships they can’t understand / And me I ain’t ever going to understand» — la progressione è assurda, i «razzi spaziali» sembrano buttati lì per caso, eppure funzionano. Casablancas non cerca una spiegazione. Si arrende all’incomprensibilità della cosa e tira avanti. Il cinismo non è postura: è l’unica risposta che ha.

Musicalmente il pezzo ha quell’energia altissima che non si sente come urgenza ma come inerzia — il riff di chitarra di Nick Valensi che trascina tutto senza accelerare mai, i 104 BPM che camminano senza fretta verso la porta d’uscita. «I’m walking out that door» — non sbatte niente, esce e basta.

Is This It era il 2001, gli Strokes venivano da New York e suonavano come se volessero finire tutto prima che qualcuno li fermasse. Last Nite — secondo singolo estratto da quell’album — è la prova che a volte la cosa più devastante che puoi dire a qualcuno è che hai smesso di cercare di capire.

Scheda tecnica

Tempo
104
Album
2000-06-20: King Tut's Wah Wah Hut, Glasgow, UK
Etichetta
Cult Records
#the strokes#straniero#popolare#solare#energico

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