Kanye West
giovedì 28 maggio 2026 · 2 min
Un pezzo del 2010 che non invecchia perché descrive qualcosa che non è cambiato.
«Face it, Jerome get more time than Brandon» — una riga, sette parole, e Kanye ha già detto tutto quello che serve sapere sulla giustizia americana. Non serve il contesto, non serve la spiegazione: lo sai già, o lo impari adesso.
Gorgeous apre My Beautiful Dark Twisted Fantasy — uscito il 22 novembre 2010 su Roc-A-Fella e Def Jam — con Kid Cudi che canta qualcosa che si sente scivolare via dalle mani. Quella voce in loop tra le strofe non è un ritornello decorativo: è l’ansia che rimane costante mentre Kanye si muove da un’immagine all’altra. Il pezzo cammina a 92 BPM, non corre mai, e questo è deliberato — c’è tutto lo spazio del mondo per sentire ogni parola atterrare.
La prima strofa è una lista di soprusi quotidiani raccontati senza retorica: le perquisizioni casuali in aeroporto, la disparità nelle condanne, i sogni rubati senza mandante noto. «They done stole your dreams, you dunno who did it» — e il bello è che non lo dici con rabbia, lo dici con la stanchezza di chi lo sa da sempre. Poi c’è il secondo verso, quello che mi fermo sempre a riascoltare: «I thought I chose a field where they couldn’t sack me» — Kanye che sceglie il rap credendo di essersi messo al sicuro, e realizzando che non esiste posto al sicuro. Malcolm West. La nazione in piedi. Il paragone con Ali durante la leva militare. Non è ego, è bilancio.
Raekwon chiude il cerchio con poche barre, ma è la struttura complessiva che tiene: tre voci, tre angolature diverse dello stesso peso. Il titolo — Gorgeous — è l’ironia più feroce del disco.
Scheda tecnica
- Tempo
- 92
- Etichetta
- YZY
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