Tony Effe
mercoledì 7 ottobre 2026 · 2 min
Primo album da solo, 2021: il momento in cui Tony Effe smette di essere un quarto di qualcos'altro e deve reggere il peso del proprio nome.
Ho un ricordo preciso del 2016: la trap romana che usciva dalle casse di una macchina ferma, e io che pensavo fosse una moda di sei mesi. Mi sbagliavo di grosso, e questo pezzo è una delle conseguenze.
Il titolo dice già tutto quello che serve. Luce a Roma — non luci, luce. Singolare. Come se fosse una sola, e fosse la sua. È un titolo da uno che nel 2021 ha appena lasciato la Dark Polo Gang e deve dimostrare che la città lo riconosce anche senza gli altri tre. Untouchable esce il 4 giugno di quell’anno per 777 e Virgin, ed è il primo disco in cui Tony Effe risponde solo a sé stesso.
Il suono lavora per sottrazione: la voce sta sempre un passo dietro al beat, impastata di autotune fino a diventare materiale sintetico, e il ritornello non esplode mai davvero — resta sospeso, in quella zona tiepida dove non capisci se ti stia celebrando o compatendo. Poi entra Side Baby e cambia la grana: più ruvido, più sporco, un contrasto che tiene in piedi tutto il brano.
E qui il dubbio che non ho risolto: non so se questa freddezza sia una scelta o un limite. Dopo cinque ascolti propendo per la scelta. Ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Quello che rimane, comunque, è l’immagine: Roma vista di notte da chi ci è nato e la racconta come se fosse una vetrina.
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