chiello
martedì 11 agosto 2026 · 2 min
Una canzone che si veste di Gucci e Valentino per coprire qualcosa che non si riesce a dire ad alta voce.
«Dimmi quanto tempo ci vuole per stare bene / stavo meglio quando stavo peggio» — e poi il ritornello riparte con Gucci, Fendi, Valentino, brillo come un damerino. L’accostamento non è casuale. È la struttura emotiva dell’intero pezzo: ogni volta che il testo si avvicina a qualcosa di vero, arriva il mantello dei marchi a coprire tutto.
Chiello — Rocco Modello, classe 1999, da Venosa — con Taxi B costruisce un brano in cui la superficie è lucidissima e il fondo è torbido. «Non vedo la mia famiglia da un anno, però sono fieri di me»: questa riga la metti lì, quasi di passaggio, tra una ripetizione e l’altra del ritornello, come se fosse normale. Come se non bruciasse. Ma brucia, ed è proprio il fatto che non venga amplificata a renderla pesante.
Il ritornello stesso è una macchina ipnotica: le ripetizioni di «Gucci, Gucci, Gucci» e «brillo, brillo, brillo» non sono millanterie — sono uno stordimento. Ascolti e capisci che quei nomi vengono scanditi così tante volte da perdere significato, come quando ripeti una parola finché non vuol dire più niente. L’effetto è voluto. La produzione asseconda: 112 BPM, un’energia che non decollo mai del tutto, un groove che rimane a mezza altezza e lascia spazio all’ambiguità.
Il pezzo viene pubblicato nel 2021, anticipando il primo album di Chiello, «Oceano Paradiso», su Thaurus. Ed è già lì che si capisce dove sta andando: non nel rap che urla quanto ha, ma in quello che mostra quanto costa avere.
Scheda tecnica
- Tempo
- 112
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