Memo Boy
venerdì 9 ottobre 2026 · 2 min
Un demo di liceo riesumato nel 2021: batterie a mille e una malinconia che non si fa raggiungere.
«Brian is the Most Beautiful». È tutto il testo che c’è — il titolo. Non una parola cantata, o almeno non una che riesca a decifrare sotto quel diluvio di batteria. E però il titolo fa il lavoro di una strofa intera: nomina qualcuno, lo dichiara bellissimo, e poi sparisce lasciandoti con tre minuti di rumore che non spiegano niente.
Memo Boy è lo pseudonimo liceale di Otto Benson, musicista di Brooklyn. Il progetto era fatto di demo buttati online e collaborazioni con amici di internet organizzate su Facebook Messenger, e si è chiuso quando lui si è diplomato — in coincidenza con i licenziamenti di massa a SoundCloud del 2017, che nella finzione era il posto dove Memo Boy lavorava. Questi pezzi sono riemersi solo nel 2021, raccolti in «Songs & Demos 2015–2017».
E si sente che sono demo, per fortuna. Il break parte già a velocità impossibile, tagliuzzato fino a diventare sabbia, mentre sotto resta un giro di accordi che sembra suonato su una tastiera da cameretta, lento, quasi tenero. È quella frizione a reggere tutto: la percussione corre, l’armonia no. Due brani diversi incollati male, e l’errore è il pezzo.
L’ho riascoltato cinque volte stamattina e continuo a pensare che sia una cosa euforica. Poi no — o forse non è euforia, è un ragazzo che alza il volume per non sentirsi addosso qualcosa. Su TikTok lo usano per i video liminali, e capisco perché: fa il rumore dei corridoi vuoti.
Brian chi era, comunque?
Scheda tecnica
- Durata
- 3:45
- Tempo
- 192
- Album
- Songs & Demos 2015–2017
- Anno
- 2021
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