Fulminacci
lunedì 28 settembre 2026 · 2 min
Suona come una passeggiata di giugno, ma se leggi il testo è la contabilità di uno che si sente il terzo sul podio.
Suona leggero. Chitarra pulita, andatura da passeggiata tardo-serale, quel mezzo sorriso romano che Fulminacci ha addosso da La vita veramente. Poi leggi: «e mi lasci come l’aglio nell’olio / come il terzo sul podio / che tristezza, mamma mia». Lo scarto è tutto lì — la musica ti accompagna sotto braccio mentre il testo fa l’inventario di una umiliazione minima, domestica, senza nemmeno la dignità della tragedia. Il terzo sul podio. Sei sul podio e non conta niente.
Il passo non accelera mai, e la chitarra acustica lascia respirare le pause: c’è spazio tra le parole, e in quello spazio Fulminacci infila le sue precisazioni da persona troppo educata. «Lo so che sembro troppo formale / uso le virgole su WhatsApp». Qui arriva Willie Peyote e la strofa si allunga, diventa quasi un monologo: «vogliamo tutti risparmiare tempo / e poi con questo tempo in più cosa si fa?». Domanda a cui nessuno dei due risponde, e meno male.
Quello che mi ha scardinato, però, è il ritornello: «regala sogni a chi di sogni non ne ha». Un verso che sarebbe consolatorio se non fosse piazzato dopo l’odio della strofa. E la chiusura — «c’ho un amico che lo sa», ripetuto due volte, senza spiegare cosa — è il modo più sobrio che conosco per dire che si sopravvive in compagnia.
Roma 2022, un disco che si chiama Tante care cose e altri successi. Titolo perfetto.
Scheda tecnica
- Durata
- 3:46
- Tempo
- 93
- Album
- Tante care cose e altri successi
- Anno
- 2022
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