Rancore
martedì 18 agosto 2026 · 2 min
Un acronimo che nasconde un nome, una base ispirata a John Murphy, e un'idea di condanna scritta nelle maiuscole.
C’è qualcosa di preciso già nel titolo — non una parola, un codice. S.U.N.S.H.I.N.E.: Seguendo Un Nome Scritto Hai Incastrato Noi Eternamente. Quando lo capisci, tutto cambia. Quello che sembrava luce diventa trappola, e non puoi tornare indietro ad ascoltarlo come prima.
DJ Myke costruisce la base prendendo l’Adagio in D Minor di John Murphy — colonna sonora del film Sunshine di Danny Boyle, 2007 — e ci mette sopra qualcosa che pesa. Non è un sample decorativo: quel tema originale parlava di sacrificio cosmico, di corpi che si avvicinano troppo al sole. Rancore lo sa, e il prestito non è casuale. La base sale lenta, quasi orchestrale sotto la superficie elettronica, e a 120 BPM il pezzo non galoppa — marcia. Ogni beat arriva dove deve arrivare, senza fretta, come chi sa già come va a finire.
Rancore si definisce autore di «rap ermetico», e qui l’ermetismo non è oscurità fine a sé stessa: è struttura. L’acronimo funziona perché trasforma l’ascolto in decodifica, e la decodifica in condanna. Quando arrivi alla parola «Eternamente» hai già perso — sei incastrato dentro il senso del pezzo senza uscita.
È il sequel dichiarato di D.A.R.K.N.E.S.S., e il dittico regge proprio perché le due facce si chiamano con nomi opposti ma raccontano la stessa prigione. La luce qui non salva nessuno. Incastra.
Scheda tecnica
- Durata
- 7:53
- Tempo
- 120
- Album
- S.U.N.S.H.I.N.E
- Anno
- 2015
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