Cover dell'singolo Let The Music Play di Barry White
#131 ● Consigli del giorno

Un brano al giorno, dalla mia playlist

Barry White — Let The Music Play

Foto dell'artista Barry White

Barry White

mercoledì 30 settembre 2026 · 2 min

Un biglietto solo all'ingresso della discoteca, e tutto il resto del pezzo che finge di non saperlo.

Un biglietto. Uno solo. «One ticket, please» è la prima cosa che si sente, prima ancora della musica, e in quelle due parole c’è già tutto quello che il pezzo non dirà mai apertamente: ci va da solo. Poi la conferma buttata lì come una battuta fra amici all’ingresso — «she’s at home, yeah, she’s at home» — ripetuta tre volte, che è il modo in cui si ripetono le cose a cui non si crede.

Primo ascolto: mi era sembrato uno dei suoi pezzi da pista più convenzionali, archi lussuosi e poco altro, la formula Love Unlimited applicata col righello. Secondo ascolto ho cambiato idea. Perché la produzione qui fa una cosa precisa: non si ferma mai. Quel «on and on and on» ripetuto fino allo sfinimento non è riempitivo, è la paura che se la musica smette lui resta solo con sé stesso. «Let it play on, please, let it play on» — quel please alla fine è una supplica, non un vezzo.

E poi c’è la risata. «I think I’m gonna be alright, ha, ha, ha» — White ride sopra la propria bugia, e subito dopo ammette: «I know it’s make believe, but it’s the only hope for me».

Uscito a dicembre 1976 per la 20th Century, arrivò solo al 32 in Hot 100. Il re della disco che fa ballare qualcuno per non farlo pensare. Anche sé stesso.

Scheda tecnica

Tempo
100
Album
Stand by Me: Eighteen Soul Classics, Volume 1
#fuori categoria#anni 70#barry white#fuori-categoria

Ricevi i post per email

Niente spam. Un post al giorno, se ti va.

Altro da leggere

Consiglio del giorno Barry White — Let The Music Play — Barry White
Spotify