Meek Mill
sabato 15 agosto 2026 · 2 min
Tre anni di beef, cinque mesi in carcere, un palco a Boston: e poi questa canzone.
C’è un dettaglio che cambia tutto nell’ascolto di «Going Bad»: Meek Mill e Drake avevano già ricucito in privato da quasi un anno prima di apparire insieme sul palco di Boston nel settembre 2018. Questo pezzo, quindi, non è la pace — è la celebrazione di una pace già fatta, consumata lontano dai microfoni. E si sente.
Il beat gira a 86 BPM, lento abbastanza da non sembrare urgente, veloce abbastanza da non sembrare contemplativo. C’è spazio tra ogni colpo di cassa — spazio in cui le voci entrano e occupano tutto senza fretta. Meek si muove su quella struttura con la sicurezza di chi sa di avere ancora qualcosa da dimostrare, ma senza l’ansia di farlo adesso. Filadelfia ti insegna a prenderti il tuo tempo solo quando te lo sei guadagnato.
Il contesto pesa quanto il testo. Meek era uscito dal carcere a maggio 2018 — cinque mesi scontati per una violazione della libertà condizionale che aveva fatto discutere mezzo paese. Drake nel 2015 gli aveva costruito una risposta sopra con «Back to Back», canzone che era arrivata a ricevere una nomination ai Grammy. Il beef tra i due era stato pubblico, feroce, documentato. E ora sono qui insieme a parlare di soldi e di donne come se niente fosse — ma quella leggerezza è esattamente il punto: è il suono di due persone che hanno deciso che l’altro non vale più l’energia di odiarlo.
Non è riconciliazione emotiva. È pragmatica. Ed è per questo che funziona.
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